Proteggere l’oggi, custodire gli olivi, valorizzare il paesaggio significa generare futuro condiviso.
Gli olivi, intesi anche come memoria viva dei territori, presidio ecologico e radice profonda di una cultura agricola che da secoli disegna anche la bellezza paesaggistica italiana, godono oggi di una maggiore tutela anche grazie all’approvazione, il 17 giugno 2026, dell’emendamento 5.11 al disegno di legge Coltivitalia – C. 2670, da parte della Commissione Agricoltura della Camera; un dato che invia un segnale importante per chi ama l’olivicoltura e lavora per la salvaguardia degli oliveti nell’ottica di una (necessaria) transizione ecologica davvero rispettosa dei territori.
La norma in oggetto tutela gli oliveti destinati a produzioni DOP, IGP e ad altri regimi di qualità riconosciuti, vietando l’espianto o l’eradicazione delle piante quando l’intervento è finalizzato alla realizzazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, salvo i casi di reimpianto nello stesso sito o di trapianto in terreni limitrofi, secondo quanto previsto dalle leggi regionali.
Una scelta che, pur non mettendo in discussione le energie pulite, ci ricorda che la sostenibilità non può essere ridotta unicamente alla produzione energetica ma, al contrario, deve includere la cura del suolo, la biodiversità, la salvaguardia della bellezza dei paesaggi rurali e la continuità delle comunità che li abitano, li coltivano e di fatto li preservano e li presidiano.
Articolo e foto di Eva Panitteri





